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Una giornata senza preoccupazioni

pubblicato il 01/06/17


Aruna Ladva

Ci crucciamo per tantissime cose mentre molto spesso questi crucci non sono giustificati. Avete notato che i bambini sembrano che non si preoccupino molto?

Quand’è che abbiamo perduto la nostra innocenza, il nostro comportamento libero? Se non ce ne prendiamo cura, preoccuparsi troppo può diventare una malattia. Una cosa è saper pianificare, gestire i rischi ed essere meticolosi, e un’altra cosa è preoccuparsi per ogni piccolo dettaglio della nostra vita.

La ragione principale per cui ci preoccupiamo nasce dalla insicurezza: temiamo di perdere il lavoro, di non riuscire a gestire i nostri figli, di ingrassare, di avere un incidente… insomma l’elenco è lunghissimo! Ma quante nostre preoccupazioni si realizzano veramente? Pochissime!
Se si può fare qualcosa riguardo a ciò per cui ci preoccupiamo, allora facciamola! Se non si può, allora preoccuparsi non serve a niente.

Preoccuparsi è di fatto uno spreco della nostra preziosa energia mentale, al pari di tante altre preziose risorse come il tempo e l’energia fisica. Quando la nostra mente è impegnata attivamente nelle preoccupazioni, anche tutto il nostro corpo fisico lo è. Il nostro respiro aumenta, il cuore comincia a pompare più sangue e i muscoli si tendono di più. La sindrome ‘attacca o fuggi’ può presentarsi facilmente; Basta un solo pensiero di preoccupazione!

Quando la mente rimane intrappolata in miriadi di scenari del tipo: ‘e se….’, si apre la porta a molte cose preoccupanti nel corso della giornata.
Prendiamo l’esempio di un viaggio. Quando stiamo per imbarcarci, potremmo pensare a un’infinità di cose che potrebbero andare storte. Ci potrebbe venire in mente il film ‘Cast Away’. La mente potrebbe elaborare per un certo tempo la possibilità di un attacco terroristico, oppure che al pilota possa venire un infarto e morire. Oh no! E se succedesse qualcosa al secondo pilota… o forse i meccanici non hanno fatto un controllo completo dell’aeroplano e uno dei motori è difettoso e potrebbe non funzionare! Come ho detto, le ragioni per preoccuparsi sono tantissime se permettiamo alla nostra mente di starvi dietro!

E mentre ci preoccupavamo, abbiamo perso il presente! Non ci siamo accorti delle brave persone e forse neanche delle bibite che ci avevano offerto, del sorriso delle hostess, dell’incantevole panorama sottostante e non abbiamo notato le nuvole bianche e soffici come cotone idrofilo!
Si dice che la parola inglese fear (= paura) sia un acronimo di ‘una cosa sbagliata che sembra vera’. Moltissime paure sono futili e c’è probabilmente sono una probabilità su un milione (o persino su un miliardo, a seconda della nostra immaginazione!) che si realizzino. Non sono vere!

Se ci preoccupiamo è soprattutto perché siamo insicuri interiormente e non necessariamente perché le circostanze esterne siano pericolose o insicure! Tutte le preoccupazioni cominciano nella mente con l’uso errato che facciamo della nostra immaginazione. In gran parte sono anche abitudini! All’ego piace credere di aver previsto tutto. Perciò, nel tentativo di coprire tutti i rischi di un possibile fallimento, comincia a preoccuparsi per auto-proteggersi.

Prendiamo ad esempio il caso di un vero motivo di preoccupazione o di apprensione, come quella della circolazione di droghe tra i ragazzi. Invece di preoccuparci, di scervellarci e entrare in panico, poniamoci la domanda: che cosa posso fare io? E poi passare all’azione. Proteggiamo i nostri figli. Educhiamoli. Facciamo del nostro meglio allo scopo di prevenire.

Noterete che, tenendo occupata la mente nelle possibili soluzioni invece che negli scenari da incubo, ci si preoccuperà meno. Naturalmente è molto più probabile che si trovi una soluzione o anche evitare una situazione quando siamo il più possibile preparati, come nel caso dell’esame di guida o di una prova culinaria! Sono i pigri e i superficiali che tendono a preoccuparsi di più, e ci capisce perché!
Allo stesso modo. Se ci siamo preparati a gestire la nostra mente attraverso la meditazione, ci preoccupiamo meno. Quando ci preoccupiamo, stiamo cercando di controllare l’esterno. Non stiamo controllando l nostro intimo. Quando ritroviamo la costa padronanza, troviamo che non c’è nulla da controllare ‘là fuori’. Accettiamo tutto ciò che viene e siamo felici e spensierati.

È Ora…di avere una giornata senza preoccupazioni. Sappiamo che c’è una soluzione ad ogni problema. Non c’è serratura che non abbia la sua chiave!

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