pubblicato il 06/01/17


Antonella Ferrari

Viviamo una realtà “inquinata” sotto tutti gli aspetti. L’aria, le acque, la terra.. tutto è così inquinato! Ma cosa dire della nostra mente? Forse il resto del pianeta segue il nostro inquinamento mentale. La rabbia che alberga nel cuore come se fosse di casa, l’egoismo che rende superficiale il nostro pensare, tutto ciò allontana la pace e ci rende cosi fragili da vedere il perdono come una roba da “santi”!

La radice della pace è una delle qualità meno citate, o forse solo nelle pubblicità per l’acqua… Una qualità che in realtà corrisponde cosi tanto alla bellezza interiore di ognuno, e pertanto cerchiamo ordine, pulizia e integrità. Quella virtù si chiama purezza ed è la fondamenta della pace, del potere e del perdono.

Ma cosa vuol dire avere un cuore puro e una mente pura? Esistono parole e azioni che siano pure? Parole che uniscono anziché dividere? Sentimenti di benevolenza che non chiedono compenso alcuno?
Si dice che i sentimenti puri siano come una fiaccola che accende tante altre luci. La luce della consapevolezza è la luce più ambita.
Quando ristabilisco questo calibro di integrità e profondità in me, allora la pace ritorna come una naturale energia che emerge senza fatica.

Strafare evidenzia che non siamo in pace. Facciamo talmente tanto, si dimeniamo così tanto per ottenere molto poco.. Se avessimo uno stato di pace, viaggeremo meno, mangeremmo meno, compreremmo meno, lavoreremmo meno, lotteremmo meno, parleremmo e penseremmo meno.

Quando siamo privi di pace, inquieti e irritati, è facile compiere errori. Poi dobbiamo chiedere perdono e nel frattempo abbiamo perso il nostro potere. Insomma non è uno scenario favorevole.
Il vuoto interiore, risultato del nostro allontanamento dal nucleo, dall’essenza del sé, dalla coscienza, ci ha reso persi, cupi e arrabbiati. La meditazione è un invito a ripercorrere il sentiero a ritroso, per tornare alla pace chiamata calma, alla pace chiamata creatività, alla pace chiamata concentrazione e pazienza.
Quel sentiero è visibile solo agli occhi di chi pratica di mantenere positività nei propri pensieri, parole e azioni.

Ecco tre esercizi:
1. Per una settimana pratica di osservare i tuoi pensieri e quando ne emergono di molto critici e negativi, di solito sono ripetitivi, fai lo sforzo (è solo per una settimana!!) di non intrattenerli. È una scelta ma la pace è una scelta! Non intrattenerli significa non creare pensieri ulteriori che li espandono. Non ne parlare ma ricorda che i pensieri entrano nella mente, transitano e poi escono.
2. Per una settimana non parlare male di nessuno! Fattibile? Anche questo è uno sforzo ma ti ridona il potere che hai perduto.
3. Per una settimana ogni volta che emerge un ricordo che potrebbe generare reazione nel tuo cuore, ricorda che hai scelto di pulire la cantina dell’anima e pertanto dirai: “a chiunque io abbia fatto del male - chiedo perdono. E chiunque mi abbia fatto del male – ti perdono”. Fatti questo regalo.
Ce ne sarebbe un quarto: regala qualcosa a cui tieni molto. Se puoi dare 5 dona 10 e sentirai che il cuore si espande e questo è ciò di cui ha bisogno. Ovvero di tornare alla sua taglia naturale.

Se puoi, nella tua casa crea l’angolo della pace, con oggetti che per te rappresentano la pace. Ogni volta che senti la presenza di un “ladro” di pace (agitazione mentale, preoccupazioni, ecc..) torna in quell’angolo. Presto imparerai a crearne uno anche dentro di te, affinché dovunque tu sia quello spazio sacro sia sempre aperto, per rimanere nella tua quiete, distacco e forza interiore.

Allora ti sarai fatto un triplice dono, quello della Pace, del Potere e del Perdono.

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